FER X: come funzionava l’incentivo (scaduto il 31/12/2025) e cosa cambia oggi

FER X: come funzionava l’incentivo (scaduto il 31/12/2025) e cosa cambia oggi
Date24.06.2025
AuthorSvea Solar
⚠️ Nota: Il FER X è scaduto il 31 dicembre 2025. Di seguito trovi indicato come funzionava e quali incentivi sono oggi disponibili.

Il Decreto FER X, ufficialmente approvato a fine 2024 ed entrato in vigore nel 2025, è il meccanismo studiato dall’Italia per sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel 2025. Ma cosa prevedeva davvero il decreto FER X? Chi poteva accedervi e quali vantaggi concreti ha portato per chi ha voluto investire nel fotovoltaico a livello industriale? In questo articolo esploriamo quando è uscito il decreto FER X, come si accedeva e quali impianti potevano partecipare.

Contenuti:

Decreto FER X: quando è uscito

Il DM FER X (acronimo di Fonti Energetiche Rinnovabili - X) è stato pubblicato il 30 dicembre 2024. Attenzione, però: nonostante il decreto sia uscito a dicembre del 2024, le prime procedure competitive sono state previste a partire dall’estate 2025.

È stato definito "transitorio" perché pensato per gli anni 2025–2029, periodo in cui molte FER stanno entrando nel mercato a costi competitivi. Rappresenta una fase di passaggio tra i vecchi incentivi e un mercato dell’energia sempre più competitivo. Si tratta di un “meccanismo di supporto temporaneo per impianti a fonti rinnovabili con costi vicini alla competitività di mercato".

L’obiettivo è accompagnare le FER verso la parità di mercato, offrendo un supporto mirato a impianti che non riescono ancora a essere del tutto economicamente sostenibili in autonomia e che necessitano ancora di un incentivo per riuscire a raggiungere questo obiettivo. In questo modo, lo Stato ha voluto:

  • favorire nuove installazioni FER su scala industriale;
  • garantire un livello minimo di ritorno economico a chi decide di investire nelle rinnovabili;
  • portare gli investitori ad aver sempre meno bisogno degli aiuti statali, riducendoli progressivamente;
  • proteggere l’ambiente e raggiungere gli obiettivi climatici (PNIEC, Green Deal, Fit for 55...).

Chi poteva partecipare al decreto FER X 

A differenza di altri incentivi rivolti anche ai privati (hai già sentito parlare delle CER? Approfondisci qui), il FER X era diretto principalmente a imprese, pubbliche amministrazioni, consorzi, cooperative o soggetti industriali.

Sono ammesse le seguenti categorie di impianti:

  • nuove costruzioni;
  • potenziamenti di impianti esistenti;
  • rifacimenti integrali.

Le fonti ammesse, invece, includono il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e il biogas da reflui.

Taglia minima impianto: attenzione alla distinzione

Uno dei dubbi più comuni è: che tipo di impianti ha avuto accesso alle agevolazioni previste dal decreto FER X? La risposta è: potenzialmente tutti. Cambia, però, la modalità di accesso alle agevolazioni. Le due principali categorie di riferimento sono state le seguenti:

  • Accesso diretto (≤ 1 MW): gli impianti con potenza fino a 1 MW nominale tramite la modalità accesso diretto, senza dover partecipare alle aste. Questa opzione è stata valida solo per impianti i cui lavori di installazione sono stati avviati tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2025. In questo caso è bastato inviare la comunicazione di avvio lavori al GSE.
  • Procedura competitiva (> 1 MW): gli impianti con potenza superiore a 1 MW hanno dovuto partecipare a un’asta pubblica competitiva tramite il Portale FER-X del GSE.

Attenzione alla “potenza cumulata”: nel caso di più impianti vicini tra loro e appartenenti allo stesso proprietario (anche nel caso di società collegate), il GSE poteva sommare le potenze e obbligare a partecipare all’asta anche sotto 1 MW.

Cosa prevede il DM FER X nel concreto

Il cuore del decreto è il meccanismo di supporto economico, previsto per 20 anni, che prevede di ottimizzare i guadagni relativi all’energia immessa in rete, permettendo di venderla a un prezzo competitivo rispetto a quello di mercato.

Decreto FER X

Meccanismo economico per gli impianti ≤ 1 MW con accesso diretto

Nel meccanismo di accesso diretto previsto dal DM FER X, non c’è asta. Quindi non c’è una competizione al ribasso per aggiudicarsi il prezzo di esercizio. Ma ciò non significa che il prezzo sia arbitrario o sempre uguale per tutti.

In ogni caso, è comunque garantito per 20 anni, rendendo il progetto molto più prevedibile e finanziabile.

Il GSE riconosce all’impianto un prezzo di esercizio predefinito, cioè un valore fisso pubblicato nel decreto o nei bandi successivi:

  • diverso a seconda della fonte rinnovabile (fotovoltaico, eolico, ecc.)
  • diverso anche in base alla tipologia d’incentivo scelta:
  • Tariffa omnicomprensiva (per impianti fino a 200 kW): un prezzo fisso al kWh, stabilito dal GSE, che si occupa di ritirare e pagare l’energia in maniera diretta.
  • Tariffa differenziale (Contract for Difference) per impianti sopra i 200 kW: Il GSE integra la differenza tra il prezzo di esercizio FER X e il prezzo reale del mercato. Se il prezzo di mercato è più alto, rimborsi la differenza al GSE. Questo sistema stabilizza i ricavi: ti protegge dai crolli del mercato, ma non ti lascia “guadagni extra” se i prezzi salgono troppo.

Meccanismo economico per gli impianti > 1 MW

Per gli impianti superiori al MW, se si vuole accedere al meccanismo di supporto economico, è obbligatorio partecipare alle aste organizzate dal GSE. Gli step sono i seguenti:

1. Partecipazione alla gara (asta) a ribasso:

  • lo Stato (tramite il GSE) mette a disposizione dei "contingenti" (quote di potenza incentivabile);
  • gli operatori partecipano offrendo un prezzo per l’energia prodotta, inferiore al prezzo base stabilito;
  • vince chi chiede meno incentivo (meccanismo competitivo).

2. Diritto a un “prezzo di esercizio” fisso:

  • chi vince l’asta ha diritto a vendere l’energia a un prezzo garantito (il cosiddetto prezzo di aggiudicazione);
  • questo prezzo è valido per 20 anni;
  • serve a coprire il "gap" tra il prezzo di mercato e un livello di redditività minimo accettabile per gli investitori.
  • lo Stato integra la differenza se il prezzo di mercato scende sotto quello di aggiudicazione, mentre se il prezzo di mercato supera il prezzo di aggiudicazione, l’operatore restituisce la differenza.

Il FER X non è pensato per il residenziale

Il FER X non è pensato per l’uso domestico, anche se nulla vieta formalmente l’accesso. Tuttavia, per usufruirne:

  • serve una certa capacità tecnica e documentale
  • ci sono dei costi amministrativi e di gestione, che potrebbero superare i benefici per impianti troppo piccoli
  • esistono altri meccanismi più semplici e più adatti al residenziale, come il Ritiro Dedicato e le Comunità Energetiche Rinnovabili.

Perché il FER X è stata una grande opportunità per le imprese

Il DM FER X è stato pensato per:

  • agevolare gli investimenti fotovoltaici di media e grande scala;
  • rendere più semplice ottenere finanziamenti, anche importanti, grazie a ricavi garantiti;
  • spingere le imprese a sfruttare aree produttive inutilizzate (capannoni, serre, ex siti industriali)

La scelta perfetta per aziende con consumi elevati o che vogliono generare energia da vendere in rete, con la sicurezza di avere diritto a un incentivo stabile e prevedibile per 20 anni.

Il FER X è ancora attivo?

No, si è chiuso ufficialmente il 31 dicembre 2025.

Il percorso verso l’energia rinnovabile, però, non si ferma. E oggi ci sono a disposizione nuove opportunità che possono accompagnare imprese e progettisti verso soluzioni ancora più flessibili e vantaggiose.

Per il 2026 è infatti prevista l'uscita del Decreto FER Z, un incentivo di nuova generazione pensato per valorizzare non solo i singoli impianti, come avveniva con il FER X, ma vere e proprie aggregazioni intelligenti.

Se hai perso il treno del FER X o stai programmando i tuoi prossimi progetti, questo è il momento ideale per scoprire quali incentivi sono attivi ora e quali opportunità possono portare al tuo impianto e alla tua azienda ancora più valore.